
Nato a Catania nel 1977, termina la Scuola
del Fumetto di Milano nel '99 e partecipa alla produzione fumettistica
indipendente italiana: Fumettagenda, Plastilina, Kerosene, Centrifuga, Krakatoa,
Frigidaire, Blue [con la ninfomane
Loredana Fizio, alias Lori Fizio], The Artist, Sinestesie,
Res-Istanze, Inguine m(h)afia e fonda Nonzi [antologia
tematica a fumetti, legata al volume collettivo Pezzi].
Ha collaborato con Carta,
Internazionale e l'Isola Possibile
[allegato
siciliano del Manifesto con le strisce satiriche del Tgg 'mpare].
Nello speciale Kerosene G8 esce Cos'ho fatto a Genova,
una delle prime testimonianze disegnate sul vertice del
2001, ristampata da poco nell'antologia collettiva GEvsG8 da
lui curata per Supportolegale.
Disegnatore satirico su Cuore, La Piccola Unità, L'Erroneo, Guerre&Pace,
Liberazione, Progetto Comunista,
Erre, Falcemartello, Scarceranda, ha
all'attivo cinque libri satirici: Cribbio [2004,
Edizioni Interculturali],
Bertinotte
[2006,
Progetto Comunista], Papa Nazingher
[2008, Purple Press], La Ministronza [2009, Grrretic]
e Berluscoiti
[2009, Castelvecchi].
Più due comic book, Non
più Estate [2007,
Centro Fumetto Andrea Pazienza] e Dark
Country [2008, Selfcomics],
oltre a Zona del Silenzio, il primo libro sull'omicidio
Aldrovandi [2009, Minimum Fax, da un soggetto di Checchino
Antonini].
PREMI
2007
candidato al premio Gran Giunigi per la miglior storia
breve con Non più estate Lucca
Comics
2007 candidato
al premio Carlo Boscarato miglior disegnatore italiano Fumetti
in Tv - Treviso
2003 premio Attilio
Micheluzzi / Nuove Strade come miglior disegnatore esordiente Napoli
Comicon
1999 2° premio Pierlambicchi con
Centonomatopee Prato
1999 4° premio ex-aequo al concorso
Docker's / Levi's / Scuola del Fumetto Milano
1998 1° premio ex-aequo al concorso
Omaggio ad Andrea Pazienza Acquaviva
nei Fumetti - Ascoli Piceno
RECENSIONI
2008 [...]
Se
vi manca la cattiveria di Luttazzi e non temete il ricorso al cattivo gusto,
«Papa Nazingher»
è la lettura antinatalizia per voi..
da Film Tv - A. Fornasiero
2007
[...]
Tutti, dopo aver osservato le sue tavole, prima o poi pronunciano le tre
parole che, se non altro per
modestia e scaramanzia, non vorrebbe mai sentirsi dire: «Sembra-Andrea-Pazienza».
È una scorrettezza. Non si fa.
È come se un chitarrista rock fosse continuamente paragonato a Hendrix.
Ma c'è un filo rosso che unisce Pazienza
e Spataro [Alessio, perdona! Ci sono cascato
anch'io!] è il modo di annusare lo «zeitgeist», lo spirito
del tempo in cui
viviamo. «Paz» ha dipinto un'epoca creativa e distruttiva al
tempo stesso. «Spat» è una matita precaria, capace
di gettarci nelle sabbie mobili tra il «non più» e il
«non ancora».[...]
da Carta - G. Santoro
2007
Al
Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri
e dell'interno. Si chiede di sapere:
se condividano il giudizio espresso dal Prc, Partito di Rifondazione Comunista,
parte importante della coalizione di
Governo e che esprime la terza carica costituzionale dello Stato, tramite
l'organo ufficiale «Liberazione» con un articolo
in prima pagina intitolato «Mo' ci avete rotto» corredato da
una vignetta nella quale Sua Santità Papa Benedetto XVI,
Capo della Chiesa cattolica e Sovrano dello Stato della Città del
Vaticano esclama «Porco dico».[...]
dal Senato -
F.Cossiga
2004 [...]
I disegni dell'autore,
a differenza di quelli di tanti suoi colleghi, tratteggiano graficamente
lo squallore umano
dell' "Unto dal Signore" così come lo rappresentava la
brava Sabina Guzzanti prima che la censurassero, tanto da
renderlo immediatamente sgradevole e insopportabile. Anche gli altri [co]protagonisti
delle vignette, da La Russa
a Bertinotti, non fanno mai bella figura, perché Spataro ne riesce
a cogliere, e riversare su carta, gli aspetti miseri,
opportunisti e negativi. La satira di Spataro non fa dunque prigionieri,
non per basso qualunquismo ma per una
precisa scelta politica e militante. [...]
da
Fumo di China - E. Rabuiti
2001 [...]
«A Genova non è stata una fiction»
[autoprodotto e venduto a 3 mila lire] è una cronaca degli scontri
vista
dall'interno, «utile per i posteri, per la digos e per mia mamma».
Una cronaca «fedele» e personale, dove la rabbia
non uccide l'ironia e che fin dall'inizio dimostra
la dimensione anche personale: «Appena partiamo, decido di voler
tornare sano, se non altro per non dare dispiaceri alle persone cui voglio
bene...». Un fumetto di denuncia, nella
miglior tradizione dell'underground, che tuttavia non rinuncia a far ridere.[...]
da La Stampa -
G.Tib.
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